Al livello superiore, il Piano Nobile, viene raccontata la seicentesca Reggia di Diana per proseguire poi con la grande Promenade à la cour attraverso gli appartamenti del Duca e della Duchessa, quelli del Re e della Regina, la Galleria Grande, il Rondò alfieriano, fino alla Cappella di Sant’Uberto, il grandioso “percorso cerimoniale” che caratterizzava il Palazzo settecentesco, riproposto senza soluzione di continuità, permettendo al visitatore di muoversi liberamente nei grandi spazi della Reggia e di ammirarne le fantastiche prospettive architettoniche.
Oltre 500 opere, alcuni veri capolavori, tra dipinti, sculture, arazzi, mobili, lampadari, tappeti, bandiere, argenti, tabacchiere, orologi e strumenti musicali evocano l’arredo perduto e ricreano le antiche atmosfere di corte e il gusto del Sei e Settecento.
Nell’autunno del 2019 è stata riaperta la Sacrestia della Cappella di Sant’Uberto con un rinnovato allestimento che ne esalta la sacralità e la funzione. Dal 2021 è esposto anche un prezioso dipinto di Palma il Giovane (1548/50 – 1628) dedicato alla Celebrazione della vittoria della battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571.
La Regia Scuderia con il Bucintoro e le Carrozze Regali completa il percorso di visita della Reggia.
Architetture mozzafiato recuperate, scorci e assialità prospettiche riproposte, ambienti, tappezzerie, contesti storici nuovamente citati: adesso come allora accompagnano il visitatore nelle magiche atmosfere della vita di corte per uno straordinario viaggio nella cultura e nel loisir di ieri e di oggi.
Lo ‘scrigno’ della Reggia
Il seicentesco appartamento della principessa Ludovica (1629-1692), sorella del duca Carlo Emanuele II, è trasformato nello ‘scrigno della Reggia’: come un contenitore prezioso custodisce, a rotazione, opere seicentesche dalle collezioni dei Musei Reali di Torino.
Nella Sala delle Cacce infernali sono esposti dipinti della Galleria Sabauda che rimandano al gusto classicista della grande tradizione emiliana, da sempre in linea con le predilezioni di Casa Savoia, tra cui il San Paolo eremita di bottega del Guercino e il delizioso Baccanale di putti della scuola di Carlo Cignani.
In quella che era la camera da letto di Ludovica, trovano posto cinque dipinti dalle collezioni del Palazzo Reale di Torino, parte del fregio con Fatti eroici di principesse della Reale Casa di Savoia entrate per matrimonio a far parte di altre dinastie. Il ciclo di tele, realizzato da artisti di corte piemontesi e lombardi, fu ideato dal retore di corte Emanuele Tesauro, in occasione del matrimonio del duca Carlo Emanuele II e Francesca di Valois (1663) come omaggio alla nuova duchessa francese e tributo alla forza e alle virtù delle principesse sabaude.
In collaborazione con i Musei Reali di Torino.
La Regia Scuderia. Il Bucintoro e le Carrozze Regali
Nel complesso delle Scuderie juvarriane – spazi fra i più imponenti della Venaria e del barocco europeo – giunge a conclusione il percorso di visita della Reggia.
All’interno della Scuderia Grande è esposto lo splendido Bucintoro, fatto realizzare a Venezia da Vittorio Amedeo II fra il 1729 e il 1731, oggi unico esemplare originale rimasto al mondo, presentato in un allestimento spettacolare con la celebre imbarcazione “armata” per intero con albero, remi e vele.
Insieme si ammirano anche alcune fra le più sontuose carrozze di gala utilizzate dai Savoia nell’Ottocento, in prestito dal Palazzo del Quirinale di Roma, tra cui la Berlina dorata di Umberto I e la Berlina argentata della regina Margherita, realizzate tra il 1878 e 1879. Giunge sempre dal Quirinale la Mylord detta Polonese di Vittorio Emanuele II (1874), la carrozza preferita dal primo re d’Italia per la sua sobrietà ed eleganza, menzionata negli inventari come “l’ultima [carrozza] adoprata in Roma avanti la sua morte”.
Bucintoro e Carrozze sono raccontate in un unico affascinante percorso in quanto capolavori integranti e rappresentativi delle attività della Regia Scuderia a Corte, intese come alte funzioni preposte agli spostamenti del Sovrano e del suo seguito.
L’ingresso alla Regia Scuderia è compreso nel biglietto “Reggia” e in “Tutto in una Reggia”.
“La mosca cieca” di Romano Gazzera
Nello spazio antistante la Scuderia Grande è allestita l’opera “La mosca cieca” (1975 ca.) dell’artista Romano Gazzera (Ciriè, 1908 – Torino, 1985), restaurata presso il Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”.
Le opere che oggi costituiscono il percorso di visita permanente sono state scelte per evocare il ‘vissuto’ degli ambienti, con scelte consone alla cronologia, allo stile e alle funzioni originarie di questi ultimi. Un carattere di continua trasformazione da sempre caratterizza questo luogo. Nella quotidianità della Reggia la collezione continua tuttora a trasformarsi. Segui i piccoli e grandi avvenimenti nel Reggia Diary. Collezioni in movimento.